Orsù, bimbi, da oggi molto democraticamente si apre una nuova rubrica sul blog. L’angolo della CulturA, con la “C” e la “A” maiuscola proprio per sottolinearne l’importanza.
Due giorni fa ho comprato un libro, (eh già anch’io leggo) alla Stazione Termini di un certo Roy Doliner e Benjamin Blech, due storici dell’arte ebrei che fanno considerazioni abbastanza intriganti e intelligenti riguardante uno dei capolavori di Michelangelo, la Cappella Sistina. Il libro, “I Segreti della Sistina” edito Rizzoli costo 22 sporchi euri (se aspettate qualche mese sarà in versione economica a 10 euro) non è un romanzo idiota complottista, ma una rilettura critica con approfondimenti sul pensiero ebraico, sui vari significati delle diverse rappresentazioni da lui dipinte.
Ora, voi direte, bella bella… bella merda! Eh no cari e affezionati lettori del blog. Il libro è ben costruito, appassiona ed incuriosisce. Ci sono un po’ di elementi faziosi ma vabbè è comuque gradevole.
Dal libro viene fuori un profilo di Michelangelo molto interessante, influenzato dal pensiero e dalla cultura ebrea conosciuta ai tempi della sua presenza alla Corte dei Medici, oltre che umanista e neoplatonico, decisamente in controtendenza all’antisemitismo molto presente nel Vaticano di allora. Con la Cappella Sistina si fa “beffe” del papa Giulio II, che aveva commissionato la volta affrescata con i 12 apostoli e parti della vita di Gesù, dipingendo solo ed esclusivamente parti dell’Antico Testamento, o meglio, della Torah ebraica.
Uno dei tanti esempi che possono venirmi in mente ora è quello relativo al pannello del peccato originale. Secondo la tradzione Cattolica, Eva tentata dal serpente coglie la mela e la offre ad Adamo scatenando così le ire del Signore. Michelangelo invece, affresca l’episodio ispirandosi al pensiero del Talmud ebraico secondo il quale Dio non pone mai l’uomo difronte a una difficolà senza aver creato, nel problema stesso, la sua soluzione. Se la soluzione è la foglia di fico il problema allora è il fico. La mela è stata adottata successivamente come “frutto proibito” perchè nel latino parlato nel medioevo era definita “malum” poi diventata “male” e “mela”.
Inoltre a differenza di tutte le altre rappresentazioni di questo evento per la prima volta Eva non coglie ne porge il frutto proibito ad Adamo, ma è il Serpente che dà il frutto a lei mentre Adamo ne coglie addirittura uno per se stesso , avendo così entrambi colpa. Eva perchè ingannata (e non tentata) dal Serpente ed Adamo perchè coglie il frutto proibito, dichiarando così che il peccato originale non deriva dalla donna (e per l’epoca si finiva bruciati se solo si pensava una cosa del genere). Un’ultima curiosità riguarda il Serpente, dipinto secondo alcuni scritti ebraici con gambe e braccia e non secondo la tradizione cattolica con le fattezze del serpente.
Beh dai, interessante no? No? Fanculo va! Stronzo io che mi illudo di infondervi CulturA.
Comunque è veramente un bel libro ed è pieno di aneddoti curiosi e anche divertenti sulla vita, le opere ed il periodo storico della vita di Michelangelo.
OK. Così prolisso non mi ci vedrete mai più.
Saluti e baci



Kripstac: Petrectec, hai visto “l’angolo della cultura” di daniele?
Petrectec: H’HH’ HH’ H’